Mirko e Jacopo, i vincitori di Socially Correct 2008

Su un muro della sede milanese della Saatchi & Saatchi, in alto e un po’ nascosto, c’è un messaggio che incarna perfettamente lo spirito di questo concorso:

Staage & Staage.
Ideas can come from anyone.

Lo abbiamo notato il primo giorno, quando l’entusiasmo era accompagnato da una grande confusione, la soddisfazione dallo smarrimento. E subito ci siamo sentiti a casa.

Avevamo scommesso molto sulla nostra idea, nata da intense discussioni in qualche aula universitaria, ore rubate al tempo libero, sogni di vita.
Quella scommessa, incredibilmente, l’abbiamo vinta e in cambio abbiamo avuto il bene più prezioso: l’esperienza.

I sei mesi che abbiamo trascorso lavorando gomito a gomito con grandi professionisti sono stati duri e straordinari, pieni di fatica e passione. Abbiamo provato, sbagliato, corretto e imparato. Abbiamo conosciuto persone che oggi possiamo chiamare amici e abbiamo vissuto una grande esperienza nel mondo che sognavamo, entrando direttamente dal portone principale.

Le nostre strade, poi, si sono divise: Mirko ha continuato a svegliarsi presto tutte le mattine per andare in agenzia, Jacopo ha preferito ritornare alle sudate carte e finire gli studi con tranquillità. Ma entrambi pensiamo che questo concorso sia una grandissima occasione per chi ha voglia di sporcarsi le mani con i ferri del mestiere, mettendosi alla prova in un’agenzia capace di fermarsi e ascoltare la voce di tanti ragazzi che vogliono dire la loro: un segnale importante in un Paese dove tutti urlano a gran voce e nessuno presta orecchio.

Se dovessimo elencare i nomi di tutti coloro che si meritano un nostro grazie, non finiremmo più. Per questo motivo ci limitiamo a pochi nomi, solo quattro: Annette, Andrea, Francesca, Lorenzo. La famiglia Ettorre, che ha reso possibile tutto questo, regalando a due studenti un’opportunità unica e indimenticabile nel ricordo di una persona che nella sua vita ha fatto tanto e non smette nemmeno oggi che non c’è più.

Mirko Cetrangolo
Jacopo Colò